A Ubaldino Peruzzi
- Par Vilfredo Pareto
Pages 567 à 568
Citer ce chapitre
- PARETO, Vilfredo,
- Pareto, Vilfredo.
- Pareto, V.
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- Pareto, V.
- Pareto, Vilfredo.
- PARETO, Vilfredo,
Firenze, li 24 settembre 1886
Ill.mo signor commendatore,
grazie del suo bigliettino. Ho ricevuto anche le delegazioni.
Stamani alle ili miei rappresentanti hanno veduto il conte Alessandri reduce dalla campagna ove aveva avuto il mio cartello di sfida, mandatogli da loro.
Il conte Alessandri disse non aver memoria alcuna del fatto di cui mi ritenevo offeso. Ricordategli le circostanze dell'accaduto dai miei padrini, gh tornò in mente, e disse come parlandosi di me con lode, da lui e da altri, egli, senza mettervi importanza, aveva detto che non credeva che fossi della famiglia dei marchesi Pareto. Questa cosa a lui pare di averla udita da un piemontese o da un genovese, ma non sa più precisamente da chi !
Disse che al più presto avrebbe mandato i suoi padrini per porsi in relazione coi miei. E prima che questi prendessero da lui congedo ripetè loro che non solo egli aveva per me la massima stima e considerazione ma ancora li incaricò esplicitamente di dirmi che qualunque fine avesse la vertenza egli teneva moltissimo alla mia stima.
Mi dissero Signorini e il conte Giovanelli che ormai il conte Alessandri pareva persuaso di aver errato per cui sul mio stato civile era finita ogni questione. Non avrò quindi, probabilmente, bisogno di incomodarla per ciò. Ad ogni modo l'avviserei.
Con tutto ciò mi pare difficile che il duello si possa evitare. Solamente toccando a me la scelta delle armi, decisamente non sceglierò la pistola, che veramente mi darebbe maggiore sicurezza, ma ho già detto ai miei padrini di scegliere la spada…
Date de mise en ligne : 13/05/2015
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